Dopo la pubblicazione dei Pareri delle Commissioni Parlamentari relative allo schema del nuovo codice appalti, Confindustria Servizi HCFS, dopo aver cercato di dare il proprio contributo durante le audizioni e dopo aver letto attentamente le conclusioni, non può che constatare che nei confronti dell’intero settore dei servizi è stata messa in atto una vera e propria discriminazione, rispetto ai lavori.

«Abbiamo sottolineato a più riprese, in diversi appuntamenti» sostiene il presidente di Confindustria servizi HCFS Lorenzo Mattioli, «che la legge delega riconosce, comprensibilmente, ai contratti di lavori ‘pubblici’ l’obbligo di avere la revisione dei prezzi e l’adeguamento contrattuale per i contratti in essere, diritto, invece, incomprensibilmente negato ai servizi, poiché la legge delega individua solo per i nuovi contratti di lavori questa possibilità. Nel testo finale che si sta delineando, secondo quando indicato dal Consiglio di Stato prima e dai pareri delle commissioni specifiche di Camera e Senato oggi, è prevista (all’art.60) l’introduzione di soglie per l’accesso alla revisione prezzi per i nuovi contratti, secondo un metodo (detto alla francese). che stiamo da mesi dicendo è valido, opportuno ed efficace solo per i lavori e non per i nuovi contratti di servizi. Inoltre è urgente che venga introdotta la possibilità di veder riconosciuta la revisione dei prezzi al verificarsi di variazioni dei costi per i lavoratori derivanti dal rinnovo dei contratti collettivi nazionali di lavoro; si sta profilando una situazione allarmante che interessa più di 57.000 imprese del settore, circa 657.000 lavoratori, e milioni di utenti che fruiscono dei nostri servizi di pubblica utilità, che la recente pandemia ha definito ‘servizi per la vita’».

 

 

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